Sas Mascheras Limpias

sas mascheras limpias

Sono protagoniste del carnevale fonnese, impersonate sia da uomini che da donne, sas Mascheras Limpias rappresentano l’eleganza, la bellezza, il bene. Indossano parti del costume tradizionale fonnese femminile: “su vardellinu” (la gonna), o “sa amiscedda” (sottogonna del costume), “sa amiscia” (la camicia bianca). Portano in testa un cappello di paglia o di cartone coperto con tovaglie ricamate e ornate da nastri variopinti (“sos vroccos”) e un velo sul viso (“sa vacciola”). Sas Mascheras Limpias sono accompagnate da su portadore, il garante delle maschere. Per non essere riconosciute e per non rivelare il sesso, non parlano e si coprono completamente, indossando anche dei guanti. Accompagnate spesso dai suonatori di organetto, invadono le vie del paese al ritmo dei balli e canti tradizionali, eseguendo in particolare la danza fonnese.

 

La maschera rappresentava il desiderio di evadere dalla quotidianità, ..

Gli anziani raccontano..La maschera rappresentava il desiderio di evadere dalla quotidianità, un occasione per socializzare, per divertirsi, per stare in armonia e anche un occasione per poter incontrare l’uomo di cui si erano innamorate. I nastri che abbellivano il cappello erano di svariati colori proprio perché simboleggiavano la festa, l’allegria e la gioia. Le donne lavoravano, le loro mani erano dedite a diversi lavori e anche durante la preparazione del pane trovavano il tempo per organizzarsi velocemente ed uscire a fare due balli vestite da “Maschera Limpia”.

sas mascheras limpias

Curiosità..Si ballava anche in occasione dei matrimoni ed era usanza far visita nelle case per poter ballare. In questa occasione era obbligatorio, prima di entrare nelle case private,farsi riconoscere dal padrone di casa altrimenti non era permesso entrare. La maschera non poteva negare la mano a nessuno. Un gesto considerato una vera e propria offesa. Se la maschera negava la mano, non poteva ballare con un’altra persona. Le donne(non sposate) per uscire avevano necessità di avere l’autorizzazione del padre che doveva essere informato di tutti i nominativi dei componenti del gruppo che usciva come “Mascheras limpia” e anche su chi fosse il portadore. Le donne sposate lasciavano uscire i rispettivi mariti, poi di nascosto si mascheravano e andavano ad importunarli nella sala da ballo, i poveri mariti, ignari di tutto, dovevano resistere alle provocazioni delle loro mogli….senza cadere in tentazione…. Si ballava nel dopo lavoro, dove attualmente c’è il palazzo municipale

Su Portadore..era il garante delle maschere, con lo specifico compito di proteggere e tutelare la maschera. Veniva scelto dalle maschere. Era solitamente un loro conoscente
appartenente a un rione differente da quello delle maschere per evitare di farsi riconoscere. A volte, si trovava in difficoltà, quando altri uomini infastidivano il gruppo perché volevano sapere il nome delle donne mascherate ed in un certo senso era un po’ invidiato per il suo ruolo. Per tutelare le maschere da eventuali uomini che le importunavano, esordiva dicendo:” Non toèsse sa maschera a di che trunco sa manu..” Interveniva anche quando cercavano di fare dei dispetti alle maschere tagliando parti del loro vestito per rivendicare l’offesa ricevuta per aver negato la mano… in genere la maschera era rispettata, non si facevano scherzi pesanti.

Abbigliamento “Maschera Limpia”..

  • Istade – sottogonna di cotone pesante
  • Su mariolu – maglia intima
  • Su dossette – il reggiseno
  • Sa amiscedda – la sottogonna di orbace del costume femminile
  • Su vardellinu – gonna costume femminile
  • Sa amiscia – camicia bianca
  • Cappello ornato da tovagliette, copertina del neonato ( saigione) e nastri colorati ( vroccos)
  • Vacciola – maschera
    • Guanti