Santu Micheli Orrui

Santu Micheli Orrui

L’L’area di Santu Micheli-Orrui ha rappresentato un luogo ideale per l’uomo del Neolitico per via dei suoli particolarmente fertili, la presenza d’acqua e la buona esposizione al sole dei terreni, tutti elementi che hanno consentito un ottimo svolgimento delle pratiche agricole tanto care alle popolazioni preistoriche. Le popolazioni del Neolitico erano infatti molto legate alla terra, da cui traevano il necessario per vivere. Esse praticavano probabilmente una religione naturalistica, di cui sono espressione i numerosi menhirs (operdas fittas) disseminati in tutto il territorio isolano.

A Santu Micheli-Orrui esisteva un vasto allineamento di menhirs di cui oggi sono espressione solamente due monoliti che si sollevano verso il cielo a rappresentare il principio maschile e femminile (quest’ultimo espresso dal menhir con coppelle, secondo l’interpretazione di Giovanni Lilliu).

Nei pressi di questo importantissimo luogo di culto preistorico, interessato dalla presenza dei menhirs e delle domus de janas, la Chiesa costruisce, in un momento ancora imprecisato, un tempio dedicato all’arcangelo Michele, nel tentativo di cristianizzare le popolazioni dell’interno ancora dedite al culto di “ligna et lapides”, “legni e pietre”, come ricorda il papa Gregorio Magno nel VII secolo d.C..

A Santu Micheli-Orrui esisteva un vasto allineamento di menhirs..

Santu Micheli Orrui

Come arrivare..Uscire da Fonni sulla SS 389dir in direzione di Gavoi. Una volta imboccato il bivio per Lodine, proseguire sulla sinistra lungo una strada asfaltata e delimitata da muretti a secco che si inerpica per il monte di Santu Micheli. Il sito è in cima, sulla destra.